ci sono esperienze che rasentano la perfezione.
che non dimenticherò mai, che si incidono nella mia testa come il marchio a fuoco del Padrone si è inciso nella mia carne.
la seduta di oggi è stata una di quelle.
perfetta,
nella Sua estrema durezza, nella Sua forza, nella Sua limpida determinazione.
all’ingresso del dungeon, Padrone mi ha schiaffeggiata.
nessun tempo per aspirare il Suo odore, per ascoltare il Suo respiro,
solo
ceffoni duri, ripetuti, a ricordarmi chi sono, cosa sono.
sono solo
il bustino che mi ha regalato a Parigi è bellissimo, stretto, provocante, molto adatto ad una cagna pompinara in ginocchio di fronte al Padrone.
le tette sono strizzate ed esposte, pronte per i pesi appesi ai capezzoli, da muovere mentre gli succhio l’uccello, mentre lui mi frusta la schiena.
sto bene, ora.
dopo le lacrime e la disperazione, voglio pensare solo a questo momento,
ed ora sto bene.
perché sono Sua,
e Lo amo
e Lo amero’ ogni giorno di piu’.
per tutta la vita.
sono una vacca in calore, una lurida vacca in calore.
Padrone me lo ripete a lungo, mentre oscenamente esposta di fronte a Lui mi masturbo, pregandoLo di rompermi il culo, di spaccarmi il buco del culo e riempirlo di sborra.
e dopo pranzo ancora, e senza permesso, e Padrone mi dice duro nell’orecchio che mi toglierà la pelle dalla schiena, per punirmi.
ma nel frattempo le Sue dita che giocano coi miei capezzoli ipersensibili mi portano a gridare il mio piacere.
e poco dopo grido di dolore, quando, stesa sulla panca nera, Padrone mi frusta a lungo, ovunque, godendo ogni mia espressione di dolore, ogni attimo di terrore, ogni supplica di darmi un secondo di respiro.
alcuni colpi di cane bruciano come il fuoco, sulla pelle delicata dei fianchi, o in fondo alle cosce, vicino alle ginocchia.
fulmini di lava che sembra non possano mai spegnersi. Lo prego di toccarmi, di metterci una mano…
com’era, prima, la tua figa, vacca? quando come un animale non hai resistito alal voglia di affondarci le mani, anche senza il permesso del Padrone….
bruciava, mio Signore.
ma mai come la gioia che mi brucia nel petto, di essere Sua.
mai come le lacrime che mi solcano il viso,
o come il piacere che, improvviso, mi coglie, quando, ancora singhiozzante e mareata, mi fa inginocchiare e mi sfonda il culo.
il dolore, la sensazione di morire.
e poi quel piacere che esplode, ed io mi perdo.
sicura, poiché tenuta dalla Sua volontà.
Sua
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